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Paolo Perego

Specialista di application security italiano. 37 anni, milanese, papà, praticante di Taekwon-do ITF, chitarrista e blogger.

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Scrivo spesso di mattina quando prendo la metropolitana. Di mattina si può avere un riassunto dello stato d'animo della gente. È tra lo scazzato, indisposto, disilluso, prepotente e soprattutto di fretta; perennemente di fretta. Ma dove vanno tutti? Affollano i mezzi pubblici per inseguire vuoi un sogno professionale, vuoi un ambizioso progetto, vuoi un lavoro che li gratifica oppure si buttano nell'ennesima giornata anonima di una carriera fatta di promesse mai mantenute sperando arrivino in fretta le 18 per iniziare la corsa al contrario? Vivere abbardicati in dogmi significa vivere secondo i pensieri di qualcuno. Cito Steve Jobs qui. Ha senso sprecare l'unica vita che abbiamo, e che per alcuni è anche tristemente corta, nascondendosi nella vita che gli altri vogliono per noi? Non credo esista una risposta che vada bene per tutti. Per quello che vedo io penso che semplicemente molte persone si accontentino e vogliano sentirsi sicuri su sentieri a rischio 0. Deprecabile? E perché? In fondo è la loro di vita... se questo li da stare bene perché no?!? La domanda vera a cui io, e io solo, posso rispondere è: ma per me questo va bene? Se oggi fosse l'ultimo giorno della mia vita come vorrei viverlo? Cosa vorrei fare oggi? (sempre Steve Jobs qui) Ieri Daniele ha mangiato il suo biberon con me. Questo è il mio successo di ieri. Adora dormire col lenzuolo sulla faccia. Tu glielo togli e lui se lo rimette. È adorabile. E domani è venerdì. Ed è arrivato, finalmente, il weekend.
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