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Paolo Perego

Specialista di application security italiano. 37 anni, milanese, papà, praticante di Taekwon-do ITF, chitarrista e blogger.

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Ai gay è vietato il carboidrato?

La differenza sostanziale che io vedo tra me ed un uomo, caucasico, di 37 anni omosessuale sono appunto i gusti in fatto di partner. La stessa differenza che ho con un 37enne caucasico a cui piacciono le bionde (per inciso io sono per le more) o con un 37enne caucasico a cui piace la silhouette filiforme e spigolosa.

Punto.

Credo che se un mio amico mi dicesse, “sai, sono gay.” nella mia testa mi domanderei “embhé?”. Ho le mie opinioni ferme sul concetto di famiglia, ma altrettanto sui gusti personali di una persona che sono, per l’appunto, personali ed in quanto tali da rispettare a prescindere.

Ecco... se voti il PDL... se credi veramente che Silvio Berlusconi sia uno
statista perseguitato da una magistratura corrotta o se credi veramente che
qualsiasi politico di ordine e grado sia veramente a Roma per il nostro bene
allora rispetterò di più la tua opinione se te la tieni per te.

Ieri è esplosa la polemica quando Guido Barilla ha affermato che, pur rispettando le diversità e le coppie formate da persone dello stesso sesso, nelle sue campagne pubblicitarie avrebbe usato lo stereotipo della famiglia tradizionale: padre, madre che cucina e numero 2 figlioletti in un contesto famigliare bucolico ed in una cucina con i muri rigorosamente bianchi. Putiferio e gente che dice di voler boicottare la Barilla perché discrimina le minoranze.

Butto qui sul web 4 pensieri, sperando le mie parole non vengano lette con lo spirito da guerriglia da stadio “etero vs omo/lesbo”. Se lo fate, pensate non sia una vostra strorpiatura mentale.

Punto A. La pubblicità è l’anima del commercio… a caro prezzo

Guido Barilla è un imprenditore. Ha un budget da spendere in pubblicità e, viste le proporzioni della sua dittarella familiare, saranno cifre con almeno 6 zeri dietro. Se io devo investire dei soldi nel dare un messaggio, quale può essere la mia platea? La più vasta possibile.

Qual è il target più grosso della Barilla? Tutti fanno la spesa e tutti comprano carboidrati, ma la maggioranza sono casalinghe. Politicamente scorretto? Implica il concetto “tu donna stai in cucina”? No. Vuol dire che su 100 persone che la sera alle 19 si mettono ai fornelli la maggioranza sono madri di famiglia.

Ora, dal punto di vista della pubblicità non mi sembra uno scandalo volermi rivolgere a loro perché loro rappresentano la maggior parte delle persone che poi andranno a fare la spesa e compreranno la pasta.

Disciminatorio? Ah perché voi avete visto negli spot uomini stempiati o vagamente sovrappeso? Cazzo… i biscotti del mulino li prepara Antonio Banderas… anche il vostro pasticcere era Zorro? Se fai sport ed hai bisogno di un integratore, ti sei accorto che l’immagine è quella di un corpo alla ironman?

Ma qualcuno con un briciolo di testa associa veramente l'immagine della
pubblicità con la società reale? Voi veramente mettete un dito su un aggeggio
ed esclamando "possiamo fare l'amore" cominciate a strusciarvi con la stessa
passione di due 12enni alle prime armi su un divano stando perfettamente seduti
e composti?

Punto B. Embhé? Ha detto una novità?

Guido Barilla non vuole rappresentare una coppia di omosessuali che seduti a tavola cenano con la pasta. Nessuno si è accorto che questo è esattamente quello che ha fatto da almeno una settantina d’anni?

Non è che ha detto “basta, fino a ieri c’erano ma oggi niente gay nei miei spot”. Ha solo detto che continuerà ad usare lo stesso stereotipo.

Tu boicottatore che pensi che non comprando pasta Barilla, Giovanardi (e chi i gay li discrimina veramente) smetta di dire stronzate, dov’eri fino ad un paio di giorni fa? Perché il messaggio rassicurante che ci proietta in un’infanzia serena e gioiosa che magari non tutti hanno avuto, andava bene ma ora che Guido ha detto quello che fino a ieri ti ha dato in pasto allora non va più bene? Prima non era discriminatorio ma ora che l’hai sentito allora lo è?

Punto C. Ok… però boicottiamoli tutti allora e viviamo nell’eremitaggio

Arriviamo al terzo punto quindi. A parte, mi sembra, Ikea e Oreo (che cmq ha fatto uno spot ad hoc per il gay pride) io di brand che nei loro spot si rivolgono alla minoranza invece che alla massa perdonatemi ma non ne vedo. E tutti ve lo fanno passare in cavalleria.

Dove coraggiosa con la sua campagnia dove esplicitamente mostra donne formose per dire che non solo le modelle possono lavarsi, ma ad esempio vi siete mai accorti che per avere la pelle lavata con un bagnoschiuma che vi avvolge come la seta dovete, con il vostro corpo ovviamente perfetto, strusciarvi sotto un getto di doccia lasciando intravedere tre quarti di tetta mentre fate piroette sotto l’acqua? (con buona pace di chi cerca di insegnare al proprio figlio che nella doccia si sta fermi?).

E i cereali? Che ci mostrano la stessa famiglia: madre (stupenda, in ordine e felice di alzarsi alle sette della mattina per preparare il lieto desinare), padre (sorridente con occhialetti e barba incolta e tanti capelli… cazzo… dannati riccioli ondulati… dove siete ora) e numero 2 figli rigorosamente un maschio ed una femmina e rigorosamente coi capelli castani modello ovetto kinder lui e biondi modello angioletto lei. Sorridenti e con un’età (i pupi) assolutamente incompatibile con quella dei genitori.

Ah… è chiaro… se avete bimbi piccoli e la vostra cucina è un campo di battaglia alla mattina tra pianti e biberon, siete out. Non siete il target. Soprattutto se vi accorgete a metà del caffé che la vostra pupattola ha il patello imbrattato di cacca e necessita l’helpdesk. Perché… ehi… i bimbi della pubblicità, ma in generale nessuno nella pubblicità fa la cacca.

A memoria, ma potrei sbagliare… nessuno vi porta negli spot l’omosessualità e, quando c’è da rappresentare la famiglia, tutti si barricano dietro lo stereotipo “Mulino Bianco”. Quindi… se pensate che boicottando veramente riusciamo ad avere un effetto positivo sulla nostra società è fantastico… ma allora boicottiamo tutti i prodotti che fanno spot TV. Fino ovviamente a quando non avranno come protagonisti tutte le minoranze.

Nessuno si è accorto che, almeno in Italia, gli spot con persone di colore sono nulli? Secondo voi perché? Questa causa non merita una guerra ad hoc su twitter?

Punto D. Guido e le cadute di stile sul finale.

Guido… cazzo… però invitare le persone che non la pensano come te e che si sono offese dalle tue parole a comprare pasta di altre marche è una cazzata immane, questo si discriminatorio secondo me.

Off by one

Secondo me non vinciamo la lotta contro la discriminazione con lotta di massa su twitter o boicottando un marchio. Lo facciamo partendo dal basso, educando i nostri figli alla tolleranza che passa nel considerare la dignità di ciascun individuo che si voglia relazionare con noi a prescindere da etnia, religione e gusti sessuali. Belle parole?

Finché gente si scanna per 22 bambolotti che corrono dietro ad una palla, di sicuro non si potrà parlare di vera tolleranza.

Ah… i carboidrati… boicottarli no, ma non tutti i giorni… che se no diventate ciccioni e allora nessuno spot vi rappresenterà più (come se ora lo facessero).

Impegnamo le nostre energie nelle battaglie vere, nell’educare che il rispetto è alla base di una società civile e che la vita è troppo breve per passarla odiando qualcuno solo perché non la pensa come noi.

Cheers.


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