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Paolo Perego

Specialista di application security italiano. 37 anni, milanese, papà, praticante di Taekwon-do ITF, chitarrista e blogger.

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Da padre a figlio e vite spezzate

Ieri a Milano, un uomo di 28 anni ha ucciso la moglie con cui si stava sperando. Detta così è fin troppo cruda e anche stupida come frase, purtroppo non ho altro di intelligente da aggiungere.

Però penso ai figli. Perché la lite è scaturita per l'affidamento dei figli.
Cerco di pensare, nell'ignoranza e presunzione di un 34enne neo papà che non ha per fortuna di questi problemi, a cosa deve aver fatto scattare la molla del "non mi affidano i figli? uccido mia moglie"... perché sinceramente parlando non credo che ad un uxoricida un giudice sia più propenso ad affidare dei minori.

Chiaramente ci deve essere un fondo di malattia, disagio, follia, disperazione perché per me a biglie ferme è facile fare questo ragionamento. 
Però quello che mi fa più incazzare e qui parlo perché io ci sono passato è che adesso quei bambini sono orfani. Non hanno una madre, che di per sé è una tragedia immane perché, lo vedo con Daniele, la madre è il centro. Il punto di equilibrio. 
Ma questi bimbi non hanno più un padre perché, se siamo ancora uno stato di diritto (risate ironiche please), per 20 o 30 anni questo sta a S.Vittore e sinceramente io figlio avrei difficoltà ad andarlo a trovare.

Quindi per quanto i parenti più prossimi possano amare questi bambini, possano provvedere a loro, possano sostenerli, tu - virgola - stronzo - hai tolto loro l'unica cosa che nessuno avrebbe il diritto di togliere: i genitori.

Approfondimento - Corriere della Sera: http://urlin.it/19b8d

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