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Paolo Perego

Specialista di application security italiano. 37 anni, milanese, papà, praticante di Taekwon-do ITF, chitarrista e blogger.

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Dov'è la luce che avevi negli occhi? Credo a fare in culo

Anche quest'anno si è consumata la pantomima del rito della review
annuale. Ho cambiato società del gruppo, ho cambiato manager di
riferimento ma non sono cambiate le parole vuote di apprezzamento
genericamente buttate lì in un cliché di conversazione che a tratti è
stato imbarazzante.

"Quando ci siamo parlati per fare il passaggio tra le società, avevi
una luce... i tuoi occhi brillavano, avevi voglia di fare. Ora sei
apatico, ti trascini... i tuoi occhi sono spenti."

"Tu sei un figo, puoi fare cose pazzesche, aiutami a ritrovare quella luce".

La mia review si sommarizza in queste due frasi.

Un breve recap.

Sono stato convinto, ultima volta che mi fido di un manager di questa
società - promesso, a fare il passaggio con la prospettiva di guidare
il team di sviluppo, di essere immerso in progetti fichi in Ruby on
Rails fino al midollo e di entrare in una realtà che si sarebbe
scrollata di dosso i problemi di disorganizzazione per abbracciare
tecniche moderne di gestione del progetto, TDD, BDD in pieno stile
Silicon Valley. "Dovrai sviluppare all'inizio un CMS in Java,
sfruttando le tue competenze di sviluppo in questo linguaggio ma poi
verrai da subito coinvolto in progetti RoR". Questo mi fu detto.

(effettivamente questo set, che mi fece brillare gli occhi, si è
rivelato il più fantasioso coacerbo di cazzate che mi siano state mai
raccontate).

Arrivato qui sono stato sbattuto su un progetto di *customizzazione*
di un cms scritto in java, usando Velocity come linguaggio di
scripting all'interno di un progetto completamente senza governo dove
dopo 3 mesi di lavoro ho scoperto che la UI del CMS era stata
completamente stravolta ovviamente senza avvertire la bassa
manovalanza degli sviluppatori (io).

Sono stato messo, fisicamente, lontano dal team di sviluppo, da solo
(tranne per essere affiancato da un consulente esterno per 2 mesi -
ciao Fabrizio!) in un punto di passaggio, praticamente l'equivalente
del tugurio del grande fratello.
Mi è stato chiesto, anzi mi è stato detto che si aspettavano la mia
disponibilità a lavorare durante ferie e festività Natalizie.
Attenzione, non a rinunciare alle ferie, proprio a lavorare mentre
avevo già preso ferie.

Mi è stato detto di non fidarmi dei miei colleghi perché osai
criticare le scelte di architettura del CMS che stavo customizzando,
non sviluppando, customizzando (si noti che ora il cliente ha un
prodotto in end of life da 2 anni completamente immantenibile e con un
bug che non ci vogliono chiudere appunto perché c'è la nuova
versione... cattivo Paolo che si lamenta).

Sono stato effettivamente coinvolto in un progetto Ruby on Rails, per
3 settimane tra Gennaio e Febbraio, salvo poi dovermi occupare dei bug
del CMS perché tutti se ne vogliono lavare le mani o perché ci sono
senior che pensano di essere i capetti del quartiere e dispensano cose
da fare senza volersi sporcare le mani.

Non sono diventato team leader di niente, anche perché il nostro team
di sviluppo ha già un leader coi controcoglioni dal quale anzi sto
imparando un sacco (per quelle poche volte che lavoro su tecnologie
del nostro team).

Quindi... dovevo guidare un team ed invece guido la mia vespa quando
fa caldo. Dovevo scrivere un cms in java ed ho customizzato un cms
vetusto usando velocity. Invece di essere integrato con gli
sviluppatori, per 3 mesi ho vissuto appartato da tutt'altra parte
rispetto al team di sviluppo. Ho lavorato su Rails solamente per 3
settimane 3 su 8 mesi. Mi han detto che ci sono regole del mondo del
lavoro che devono essere ignorate se si vuole essere competitivi. Mi
han detto che la mia disponibilità è richiesta praticamente H24.
Per carità, ora m'han mandato a fare un corso di sviluppo per iPhone e
questa è una figata, però ... però ... guardiamo le aspettative di
maggio e guardiamo cos'è successo in questi 8 mesi e ora mi si
rifaccia la domanda sulla luce negli occhi.

Ma per carità, dopo 6 anni in quest'azienda uno è anche stufo di
ricevere una marea di promesse e prospettive e vedere che
sistematicamente vengono disilluse.
La gente, soprattutto quella che si occupa di dettagli tecnologici, è
trattata alla stregua dell'omino con la chiave inglese che ripara
condizionatori, no matter le capacità, il background, quello che fai
nel tempo libero, se pubblichi software, se fai speech... sei un
coglione pigiatasti, un povero sfortunato al quale io mi sento in
diritto di raccontare le peggio fregnacce e lui in qualche modo deve
essere felice di crederci in quelle fregnacce.
Anzi, non deve assolutamente lasciar trasparire il disappunto del
vedere la sua carriera praticamente ad un punto morto.

Ma in fondo, un povero coglione pigiatasti che prospettive di carriera
vuoi che abbia? Anzi... che capacità vuoi che abbia un povero coglione
pigiatasti, è già tanto se gli diamo uno stipendio.

Questo è se vi pare.
E la luce negli occhi... finché questo è quello che vedo ogni giorno,
è spenta per sempre.


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