Paolo Perego bio photo

Paolo Perego

Specialista di application security italiano. 37 anni, milanese, papà, praticante di Taekwon-do ITF, chitarrista e blogger.

Twitter Facebook Github

Flashback... Inter-Genoa... Ottavi di finale... Milano e Roma... Bianco e Nero... Merda e Cioccolato

Il telecronista ricordava oggi che esattamente due anni fa, si giocava
un altro ottavo di finale Inter-Genoa di coppa Italia.
L'Inter avrebbe vinto 3-1 ai supplementari.
Da lì a due settimane qualcosa nella mia vita personale si sarebbe
incrinata e tutt'ora mi procura fin troppi dolori, a me... e a tutto
il mio entourage.
Il 2009 però, concerto dei Negrita al Palasharp a parte, mi ha portato Daniele.

Quell'Inter - Genoa lì non la vedevo comodamente seduto a casa mia.
Ero a Roma, per un importante progetto di application security per un
importante cliente.
Tutta la parte tecnologica in mano mia.
Se non fosse che di tecnologia come piace a me purtroppo se ne vide
poca, forse il mio progetto di cui vado più fiero.

Ricordo che ero con un collega. Quando ancora credevo come un allocco
ai rapporti umani con i colleghi, o almeno... poi ho imparato che in
campo professionale, come nella vita c'è il buono e il cattivo. Chissà
perché mi ero immaginato un distinguo.

Ricordo che eravamo in un pub su un'importante arteria della capitale
e vedevo l'Inter vincere ma nell'aria c'era tanto nero all'orizzonte.

In campo lavorativo avevo iniziato a dire qualche "no". Avevo smesso
di dire sempre sì quando mi trovai ad un passo, nel 2006 da un'altra
società di consulenza. Stanco di fare IAM. Stanco di fare chilometri,
perché la Bassa è bella ma farsela avanti e indietro per 6 mesi ogni
giorno sono 20000 Km.
Dicevo, stanco di non poter coronare i miei sogni, iniziai a dire "no".
E lì nacquero i problemi.

Un po' perché nell'altra società non andai mai, lusingato dalle sirene
e da promesse che ancora sento in testa (faremo ricerca, tu
coordinerai il team, creeremo un laboratorio), un po' perché lo IAM
durò ancora un anno, divenni insofferente. Via via disilluso. E sempre
meno disponibile.
Vedevo attorno a me una mercificazione delle aspirazioni delle persone
in nome della fatturazione.

Non fraintendetemi, fare soldi è bello e bisogna lavorare sodo. Ma ci
sono regole inalienabili, secondo me, che parlano di rispetto e che
forse profumano anche di antico.

Iniziai, dicevo, a dire "no"[1]. L'insofferenza divenne via via
peggiore e, forse aggravata dalla malattia di chi mi stava attorno, mi
rese l'aria attorno a me insopportabile, tanto da scappare solo in uno
dei miei amori. Lo sviluppo.
Hanno iniziato a far circolare voci come il fatto che io detestassi il
mio lavoro o come il fatto che a me la sicurezza non piacesse.
Baggianate, chi ci vuole credere è liberissimo di farlo.

La realtà è che, accanto ad un carattere spigoloso ed un pizzico
egocentrico, si era formata la radicata convinzione che dire sempre
"si si si si si" senza capire a cosa si stesse annuendo, non era far
bene il proprio lavoro.

Tant'è.

Decisi per il "no" e mi tengo le conseguenze.

Il 2009 quindi fu un anno un po' così... e anche se a giugno facemmo
un concerto con i 4Erica e i Chained Fun per festeggiare il compleanno
mio e di Simone, alla fine fu un anno che si salvò grazie solo a
Daniele.

Il 2011 parte con tante analogie. Inter-Genoa... si parla di fare un
concerto a giugno... stesso locale... quasi stessa gente.

Però c'è qualcosa di diverso.
Inter - Genoa non l'ho vista in un pub con un conoscente. L'ho vista a
casa mia e nell'intervallo coccolavo mio figlio.
I 4Erica non ci sono più. Ci sono i Nightrain (il sito verrà
abbiate pazienza) e sempre gli amici Chained.
I Negrita forse faranno un album ma di sicuro tra un mese non suonano
al PalaSharp.
In estate dovrei prendere la cintura nera di Taekwon-do ITF
(condizionale d'obbligo).

E c'è un'altra cosa.
C'è questo sorriso che mi spinge.

Sorry, I'm the cutest baby in town

Forse sarà anche questo un anno di merda, ma qualcosa che alla fine lo
salverà come quell'altro state certi che lo trovo.

[1] contrariamente a molti che continuarono in vari campi con vari
cappelli a dire "si" per loro fortuna, grazia e letizia. Banf banf qua
qua lick.


comments powered by Disqus