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Paolo Perego

Specialista di application security italiano. 37 anni, milanese, papà, praticante di Taekwon-do ITF, chitarrista e blogger.

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Kirashi blues pt. 2

[tweetmeme source="thesp0nge"] Alla fine quello che doveva accadere ieri è successo. Un incontro che per molti aspetti ha lasciato il segno come il viaggio a NewYork nel 2008. Quando Francesca ieri mi ha chiesto "allora come è andata?" la verità è che non sapevo rispondere. Ancor oggi, dopo averci dormito sopra non ho una risposta precisa. Credo sia giusto così. Credo sia giusto che la serata di ieri venga giudicata dalle sensazioni più che dall parole. La cosa paradossale è che, delle due strade che si sono aperte davanti a me, avevo scartato proprio quella più facilmente percorribile. Ed è divertente come nella mia testa i pezzetti del puzzle cadano uno dopo l'altro ognuno al proprio posto. Eppure oggi mi sento molto blues, quasi un mi minore 7. Non mi va di ridere, ancora. Non mi va di sperare, ancora. Non mi va di smettere di sognare, ancora. Ieri guardavo Daniele e pensavo al bel week end appena trascorso e a come mi senta leggero quando dorme tra le mie braccia. Pensavo, ieri, a come mi sentivo l'8 aprile 1988 guardando un sole tramontare in un posto che non era il mio. Decisamente quella sera, dopo aver imparato cosa significhi essere solo, ho smesso di sognare. Questo fino al viaggio nella grande mela quando tutto si è riacceso. Un pò come il tuo suono. Lui è sempre lì tra i solchi del tuo blues anche quando tu non lo senti. Ieri degli amici mi hanno aiutato a sbloccare alcuni tasselli. Che iniziano a cadere. E a trovarsi un posto. Come in un blues. Come mia moglie. Come il mio bimbo. Come qualcosa che è qui. E non vuole andarsene più. Sigla
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