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Paolo Perego

Specialista di application security italiano. 37 anni, milanese, papà, praticante di Taekwon-do ITF, chitarrista e blogger.

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La fiera della tecnologia ICT: luci e ombre

Su armoredcode ho parlato del mio talk dalk punto di vista squisitamente tecnico. Oggi vi dico la mia sulla Fiera della tecnologia ICT.

Dico subito, a scanso di equivoci che l’organizzazione ha fatto un ottimo lavoro; non è facile inventarsi un nuovo evento in un mercato, quello della tecnologia in Italia zeppo, mi si perdoni il francesismo, di miopi e spilorci. Non tutti sono così certo, ma vedendo quanto sia difficile elemosinare un po’ di soldi per eventi del genere e vedendo che accade solo qui in Italia mi viene in mente:

  • o siamo spilorci (sì perché la crisi c’è ovunque)
  • o in fondo della tecnologia non frega a nessun big player

Le luci

L’informazione. Chi nn sapeva arrivare al padiglione fieristico aveva abbondanti indicazioni ed una navetta gratuita che faceva la spola con la metropolitana di Lotto. Ottima la partnership con Italo per chi veniva da lontano.

I laboratori. In sala 6 sono stati organizzati dei talk più lunghi del normale con anche esercitazioni pratiche. Veramente bello. Io ho seguito per un po’ il talk sulla Sicurezza delle Applicazioni Web e ne sono stato veramente impressionato.

Gli stand. Come ogni fiera che si rispetti c’erano gli espositori. Tanti e variegati. Veramente molto variegati, si andava da Checkpoint che produce apparati di sicurezza informatica perimetrale (cose di firewall, intrusion prevention, … se non sapete cosa siano, non fa niente… vivete lo stesso mentre se li conoscete sapete che sono belli grossi) fino a piccole ma eccellenti realtà come Nuzoo di un amico delle superiore che sta facendo impresa nel campo della robotica e automazione (disclaimer essendo un amico potrei essere poco obiettivo… però sinceramente i robot che costruiscono sono una figata). Qui si può fare business, per chi vuole. QUI PERO’ non nei talk (ne parlo dopo nelle ombre).

I talk. La maggior parte, per fortuna, dei talk è di una qualità impressionante, merito sia di chi li ha proposti che del comitato organizzatore chiaramente. Si è parlato di tutto, dall’introduzione di Linux in azienda fino all’errata percezione dell’hacker data dai film e serie televisive.

Le ombre

L’accoglienza. Sarà che sono stato colpito da railsberry però persino il tanto amato WebbIT dava una maglietta o qualche gadget al relatore. Il badge dei relatori era nettamente più brutto di quello dei visitatori: una tessera plastificata contro un bel cartoncino grosso, colorato con persino lo slogan “Keep calm, you’re at Fiera…”.

Il catering. 1€ un caffé servito in un bicchierino di carta. Ho detto tutto. Non so se il catering è stato imposto da MilanoFiera ma, la prossima volta, è meglio se gli organizzatori cercano più sponsor (magari all’estero visto che sembra che la crisi l’abbiamo solo noi) ma offrono un catering migliore, magari a prezzi più contenuti. Sarebbe fantastico se, visto il contesto, caffé e beveraggi fossero gratis.

Il dress code. Ci avevano investito tanto sull’informalità. Sia nelle email di conferma, sia su facebook, sia su twitter venivamo invitati tutti a non venire in giacca e cravatta. Ovviamente l’italiano medio ha il prurito quando qualcuno da una regola, quindi… almeno il 60% delle persone era in giacca e cravatta. Sinceramente un formalismo che capisco se devi parlare con il CEO di qualche grande società… se devi parlare di tecnologia o esporre un talk, lo trovo un po’ ridicolo visto che magari anche al matrimonio del tuo migliore amico eri vestito così.

I talk. La cosa che non mi è andata giù di alcuni talk è stato il taglio commerciale. Alcuni talk tecnici erano organizzati con due relatori in modo che uno facesse un’introduzione di 10 minuti sull’appliance o sul prodotto che producevano, altri hanno detto con fierezza che nonostante gli organizzatori avevano chiesto talk non commerciali loro avrebbero fatto marchetta lo stesso. Io come relatore ho dovuto firmare tanto di lettera con codice di condotta da seguire dove mi si diceva che il mio talk non poteva essere commerciale. Ho firmato una cosa per me ovvia, ma evidentemente all’Italiano che ha il bisniss nel sangue il concetto di regola proprio non va giù. Area espositiva = commercio… buisiness. Talk = approfondimento tecnologico / divulgativo. Non vi vuole un Enrico Fermi per capirlo.

Quindi

In realtà mi sono divertito, è stato veramente un bell’evento e spero che l’anno prossimo sia un po’ più grande e magari di più ampio respiro però… non chiamiamola l’alternativa al WebbIT… quella era veramente tutta un’altra magia.

Enjoy it!


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