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Paolo Perego

Specialista di application security italiano. 37 anni, milanese, papà, praticante di Taekwon-do ITF, chitarrista e blogger.

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Mandami a casa alle 17

Una precisazione, sto leggendo per l'ennesima volta Rework
e mi stupisco di una cosa... di come mi sembrano concetti talmente
elementari da dover essere la normalità, non l'eccezione.

Partiamo da quello che mi sta succedendo in questi giorni. Sto
lavorando come un matto. Per armoredcode.com? Per pernataleiovorrei.com? No, per
rilasciare un CMS sulla base di un software veramente poco
customizzabile e tutto a causa di una non precisa gestione del
progetto.
Nessuna documentazione.
Nessuna roadmap.
Ad un certo punto "dobbiamo andare in produzione".
Con cambiamenti di layout e funzionamento che si susseguivano all'impazzata.

Ed è arrivato il punto in cui il carico di lavoro era diventato
semplicemente insostenibile.
Assieme a questo arriva la logica, per il project manager,
conseguenza: aumentare le ore di lavoro[1].

Ora, la dipendenza dal lavoro è un disturbo e questo è assodato. A questo si associ
una brutta tendenza... non si misura la capacità delle persone sui
risultati ottenuti ma sul tempo in cui tengono il dolce sedere sulla
sedia.
Purtroppo, e lo vedo spesso, vale l'equazione: "lavori per 10 ore
filate? allora ti spacchi la schiena per la tua società, lavori per 8
ore? sei uno scansafatiche". A nessuno viene in mente che magari sono
bravo ed in 6 o 7 ore riesco a risolvere i miei task. A nessuno viene
in mente neanche di misurare le performance di una persona
sull'effettiva qualità del lavoro svolto. L'importante è che tu
garantisca ore felici e serene in cui tu ti puoi far controllare dal
tuo manager.

Bella cazzata che denota una mancanza di meritocrazia alla base, molto
profonda.
Denota anche una cosa, molto più preoccupante. Denota la tendenza dei
manager di considerare i propri sviluppatori come marionette a loro
disposizione H24, 7 giorni su 7.
La grande verità è che sviluppare software è un lavoro di
intelletto e di ingegno.
Non è che facendomi stare più ore (9 e mezza) mi fai scrivere più
codice, semplicemente mi farai scrivere più bug.

L'opinione di 37Signals è quella di mandare via i workhaloics
ma il problema vero è quando lo sono i tuoi capi. Quando chi ti
gestisce non è tecnicamente preparato per capire se stai lavorando
bene o male giocoforza sei valutato sul tempo che stai sulla sedia e
poiché c'è la convinzione che il programmatore sia un informatico
fallito (sentita anche questa ahimé) se stai tanto tempo in ufficio è
indice di grande produttività.

http://www.youtube.com/v/IU3imeeLHiA&hl=en&fs=1

Eppure basterebbe poco. Metodologie agili. Documentazione. Un rapporto
schietto con il cliente e la capacità di mettere paletti (perché le
mutande quando sono calate la prima volta son calate per sempre).
L'importanza di stimare l'elapsed considerando il team ed i requisiti
non la marginalità da fare sul margine. Allora faremmo le nostre ore
di lavoro, dando il meglio di noi stessi per il tempo giusto, saremmo
felici e produrremmo anche del buon codice.

Ma allora non lavoreremmo per una grande body rental.

[1] nell'epoca del 2.0 della Milano stressata gli straordinari nelle
grosse società di body rental ICT non sono retribuiti. In fondo, avere
una vita fuori dal lavoro è un dettaglio che pochi considerano ("ma
come fai sport? mica sei più un bambino... si deve lavorare" discorso
realmente sentito).


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