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Paolo Perego

Specialista di application security italiano. 37 anni, milanese, papà, praticante di Taekwon-do ITF, chitarrista e blogger.

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Non lasciare che l'acqua ti anneghi

Ammettiamolo, l’irrigazione automatica è una figata assurda. Mettere in piedi un giardino costa un sacco di soldi. Sia il setup iniziale che la cura mensile in tempo, antiparassitari e anti tutto costano… costano un sacco di soldi.

Vedere che l’arsura di agosto, quando non sei a casa, manda in fumo un bel po’ di euro spesi per avere un po’ di verde dietro casa può essere fastidioso.

Quindi un impianto di irrigazione collegato ad una centralina che gestisca i tempi di irrigazione è un buon investimento.

Ma… esiste un ma.

Supponete di avere la centralina installata all’esterno e protetta da una scatola impermeabile come questa

Supponete però di lasciare una vite un po’ più allentata per accedere in fretta alla centralina per eventuali ritocchi alla programmazione…. supponete, ma qui c’è poco da supporre, che i temporali d’agosto arrivino di sbieco battendo sulla centralina… ed ecco che alla prima riapertura la troverete piena d’acqua.

Si sa… elettricità ed acqua non vanno d’accordo.

Ora il vostro Paolo vi tramanda un trucchetto che gli ha passato il suo buon vicino Giuseppe… prendete un trapano e fate dei buchini sulla fondo della scatola, il lato che sta più vicino al terreno per intenderci.

In questo modo l’eventuale acqua che entra, trova i buchini ed esce… sempre meglio che trasformare la centralina in un pesce in un acquario.

Ieri a colpi di phon la mia centralina è ripartita però l’acqua che sentivo nel suo alimentatore esterno non era un buon segnale. Fatta la programmazione, con le sole pile non è partita l’irrigazione… vediamo che dice l’elettricista oggi.


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