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Paolo Perego

Specialista di application security italiano. 37 anni, milanese, papà, praticante di Taekwon-do ITF, chitarrista e blogger.

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Se uno parla è brutto e cattivo

[tweetmeme source="thesp0nge"] L'Inter ha un allenatore. Questo allenatore si chiama José Mourinho. A parte i suoi tifosi, il resto del mondo del calcio italiano e della stampa giornalistica italiana se non lo odia, bhé poco lo tollera. Perché? Dicono sia arrogante, presuntuoso e chi più ne ha più ne metta. Io vedo che dal palmares, in 10 anni in cui è primo allentatore dove è andato... ha vinto. L'umiltà non è mai abbastanza ma chi non ha capito che il Mister vuol solo provocare per lasciare fuori la propria squadra dalle cose extra calcistiche proprio non ci arriva. Poi c'è il vizio tutto italiano di non sopportare chi vince e chi parla dicendo di essere il migliore. Proprio non si può dire in Italia. Non si può dire di essere bravi, altrimenti si è solo degli arroganti presuntuosi e "ma chi credi di essere? tu non sai chi sono io". Si abbiamo il vizio di non celebrare le vittorie. Di essere imbarazzati nel farlo e di criticare chi non la pensa così. L'Inter vince? E' subito la più antipatica, quella che per anni ha rubato. Il Mister dice che "non ama il calcio italiano" citando calciopoli, la violenza che regna negli stadi e altre cose e apriti o cielo. Ah perché... dovremmo andare fieri di quello che si scoprì nel 2006? Dovremmo essere fieri che la gente va allo stadio animati d'odio solo per tafferugliare? Dovremmo essere fieri che non sappiamo goderci una partita neanche all'oratorio senza mandare affanculo l'arbitro o inneggiando a spaccare le gambe agli avversari? Fatto sta che l'ho provato anche sulla mia pelle. Se uno parla, critica a ragion veduta, porta fatti magari sperando anche di fare una critica costruttiva è solo un "rompiscatole". Meglio chi sta zitto, magari sottoscrive parola per parola, ma sta zitto e sorride. Sarà grazie a gente così che dovremo chiedere aiuto a "Gogol"?
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