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Paolo Perego

Specialista di application security italiano. 37 anni, milanese, papà, praticante di Taekwon-do ITF, chitarrista e blogger.

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Sole spento

"Ti penserò, ovunque io sarò". In effetti non c'è giorno che passi nel quale io non pensi a mio padre, alla sua figura, a quanto mi manchi, a quanto poco tempo abbia potuto passare con lui. Da un anno a questa parte, dove tutto è decuplicato in quanto a stress, disillusione, depressione, tensione, difficoltà, ne sento ancora di più la mancanza. A volte urlo. Quando sono in macchina da solo. Quando vado agli allenamenti. Quando vado a suonare. Quando Francesca e Daniele non ci sono. Urlo. Incasso. Urlo. Incasso. Urlo. Perché in certi combattimenti non puoi reagire. Non puoi fare niente. Sei tu, il tuo avversario, un problema che non ha soluzione e sei solo. Al mio matrimonio ero l'unico Perego presente. Divertente no? Chissà a quanti è capitato... Al battesimo di mio figlio saremo in due. Ecco come le cose migliorano in fretta. Capisco chi non verrà e mi ha spiegato perché. Capite anche me. Sono solo. E la vita allora inizia a colpirti. A due a due. Finché non diventano dispari. E tu incassi. Sorridi. Incassi. Sorridi. Urli. Incassi. Sorridi. Perché semplicemente non puoi fare altro. Provi a rialzarti. Magari ce la fai anche. Perché per altri devi essere forte. Mentre il "te stesso", perde di significato. Lotti per gli altri perché è prima per gli altri che devi vincere, o meglio, devi resistere. Ti tramuti in gomma per non impazzire. Vorresti avere qualcuno contro cui sfogare la tua rabbia. Ma non ce l'hai. Vorresti poter comprendere se e in che modo sia giusto che tu sia l'unico a non poter dire "eh, anche io ho la mia famiglia a cui pensare". Di fatto a volte mi sento come un soldato che deve difendere l'ultimo avamposto. Tutti avevano da difendere il loro. Io devo difendere il mio e stare a prenderle. Che culo. La cosa che forse mi manca di più in questo ultimo periodo è qualcuno che mi faccia un po' scudo, che mi prenda in braccio e che mi risparmi un po' di sberle. Che faccia come quando prendo Daniele in braccio e lo ninno. E lui si addormenta. Al caldo. Al sicuro. Perché al freddo, a prenderle, nella merda, da soli... e dopo un po' uno vorrebbe chiamare il timeout. Ciò nonostante, tu vola piano... perché di là ti aspettano. E io ti penserò, ovunque io sarò. [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=2Zl2NC5n7F0&hl=en_US&fs=1&]
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