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Paolo Perego

Specialista di application security italiano. 37 anni, milanese, papà, praticante di Taekwon-do ITF, chitarrista e blogger.

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Undressed

Succede a volte di vivere in una situazione dalla quale si vorrebbe
disperatamente uscire ma non ci si riesce.

Molte volte è solo a causa di una perdita temporanea di energia e...
bam, siamo catapultati in una scatola dalle pareti di plexiglass che
deformano la realtà attorno a noi e ci impediscono di arrivare ai
nostri obiettivi.

Attorno ai 18-20 anni ero convinto di essere grasso. Ero così convinto
di essere grasso che riconducevo lì tutti i miei insuccessi e tutte le
mie delusioni. Era diventato il mio alibi. Qualsiasi cosa mi impedisse
di diventare "popolare" era dovuta al mio peso.

Ieri riprendo in mano delle foto del periodo e mi sono accorto che ero
in una scatola di plexiglass. Vedevo la realtà attorno a me
completamente deformata ed ero completamente assorto nei miei problemi
di peso tanto da tralasciare cose effettivamente più importanti (un
abbigliamento decente [si già allora :-P], attività fisica e mille
altre cose). Bam, ero ciccione e questo mi impediva di fare qualsiasi
cosa.
Ecco... non ero ciccione. Mai stato un fuscello certo, ma di sicuro
non ero l'ammasso di lardo che mi ero immaginato di essere.
(Si aggiunga che oggi, a 34 anni, ho toccato ancora 80kg e la tendenza
è al ribasso).

Quanto tempo ho sprecato, quante occasioni non ho colto perché
trincerato in un preconcetto che io stesso mi ero costruito attorno.
Mioddio quanta miopia ho dimostrato in quelli che sarebbero dovuti
essere gli anni in cui la mia mente avrebbe dovuto spaziare di più.

Oggi a 34 anni ho capito che i preconcetti sono una cazzata.
Che non esiste provare, esiste fare o non fare.
Che non si può sapere a priori che si avrà insuccesso fino a quando ci
si sbatte il naso contro, anche se fa male.
Ed altre mille cose che non dirò qui.


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